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Martedì 16
febbraio 2010 - Palazzo Palmieri, ore 18,30
Presentazione del volume
ANNULLATA PER MALTEMPO
"VI LASSU CARAMELLE CUSI' SUCATI TUTTI"
I Testamenti de lu Paulinu - Selezione per il
ventennale della manifestazione
Interverranno:
Luigino Sergio -
Sindaco di Martignano
Eugenio Imbriani -
Università del Salento
Antonio Apostolo -
Curatore della pubblicazione
Pantaleo Rielli -
Responsabile del Parco Turistico Culturale Palmieri
Prefazione
Carnevale smaschera
Eugenio Imbriani
«Culum do sufflantibus»: capisco che non
è proprio elegante cominciare un articolo in questo modo, ma questo
verso di un vecchio testamentum asini carnevalesco (risalente
a oltre cinquecento anni fa) ha costituito un problema per i
commentatori. Un asino muore e, mosso dai pianti del contadino,
risorge, sia pure solo per il tempo necessario a dettare il
testamento; lo dico di passaggio: un asino che muore e risorge ha di
per sé contenuti parodistici molto evidenti, ma lasciamo questo
tema, per fermarci brevemente sull’altro. L’asino lascia le parti
del suo corpo a varie categorie di persone, i denti ai ghiottoni, le
zampe agli zoppi…, il culo ai soffiatori; che significa, chi sono
costoro? Il riferimento è quasi certamente a una pratica giocosa che
prevedeva l’insufflazione di aria nel deretano di un asino, o di
qualche volontario, con un soffietto, o con qualche altro sistema,
con lo scopo di costringerlo a produrre peti e, burlescamente, a
ripopolare di anime l’ambiente circostante, quasi in sostituzione di
quelle che sono andate perdute nei mesi precedenti.
In quest’ottica i peti avrebbero una
formidabile forza generatrice. Quando oggi pensiamo al carnevale
quasi mai arriviamo ad immaginare tali forme espressive di un
radicale ribaltamento dei valori attribuiti ai comportamenti;
invece, testimonianze più antiche ci mettono di fronte a situazioni,
atti, credenze difficili da decifrare proprio a causa della distanza
storica e culturale che ci troviamo a misurare. Il carnevalesco è
una categoria che dà rilievo all’esibizione di quelle manifestazioni
corporee solitamente tenute nascoste, riservate a momenti privati,
la sessualità, la defecazione, e inoltre il mangiare eccessivo,
l’emissione dei rumori della digestione.
Come è noto, secondo Michail Bachtin, Gargantua e Pantagruel di Rabelais
costituisce il più fulgido esempio della regola che prevede il
capovolgimento di quanto nella vita sociale quotidiana, civile e
religiosa, familiare, personale, conta, al di fuori del circoscritto
spazio festivo.
Ecco cosa combina Pantagruel nel
capitolo XXVII del secondo libro, dopo aver abbondantemente mangiato
e bevuto: «fu tale il suo peto che fece tremare la terra nove leghe
all’intorno e l’aria ne fu corrotta; e da quello generò più di
cinquantatremila omettini nani e mostruosi, e da una vescia generò
altrettante donnettine, rattrappite come se ne vedono in molti
luoghi, che mai non crescono se non come la coda delle vacche in
altezza, o come le rape del Limosino in rotondità»; una vescia, per
chi ama queste sottigliezze, è un peto non sonoro.
Un formidabile, coltissimo, scrittore
aiuta a comprendere una pratica per noi piuttosto oscura, usando
strumenti che alla cultura popolare attingono e raccontando storie
che indubbiamente potevano far ridere, ma nella stesso tempo
incontravano sensibilità e livelli di comprensione diffusi:
d’altronde la satira, il sarcasmo, per aggressivi che possano
essere, non servono a nulla se non sono compresi. Mi pare che, se un
elemento caratterizza il carnevale di Martignano, è proprio la
prossimità a questo spirito così fortemente dissacratore, che
riguarda tutti gli aspetti della vita quotidiana, alla quale, per
così dire, toglie la maschera un po’ ipocrita del si fa ma non si
dice, della facile indignazione, dello scandalizzarsi un poco, del
provare pietà per i poveri disperati neri di Haiti ed averne assai
meno quando quelli stessi si siano trasferiti in Calabria o in
Puglia o nei pressi delle nostre abitazioni. Un carnevale che
smaschera: è il segno più forte della volontà e della necessità di
un capovolgimento di ruoli e di desideri di scuotere le coscienze
assopite.
Sponsor ufficiale de la Morte de lu
Paulinu

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